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That's it, Honey. 
Galleria Antonio Verolino, Modena 2024

“That’s It, Honey” è un progetto espositivo che invita a riflettere criticamente su dinamiche di genere e stereotipi, esplorando le esperienze delle collaboranti riunite per la mostra.
 

Il progetto è un’opportunità di dialogo aperto a partire dai progetti pittorici delle artiste Agnese Guido, Verde, Silvia Negrini, Silvia Paci, Fabiola Skraqi, in mostra dal 11 maggio al 17 giugno 2024, presso gli spazi di Galleria Antonio Verolino. Durante il momento inaugurale, le artiste sono accompagnate dalla presenza di “Roots”, progetto di impresa sociale cosmopolita che ospita un programma di cucina professionalizzante per donne migranti e aspiranti cuoche, a cura dell’”Associazione per l’Integrazione delle Donne” (AIW).
 

Il titolo è un piccolo omaggio al discorso noto come “Ain’t I a Woman” pronunciato da Sojourner Truth durante la Convention per i diritti delle donne a Akron, Ohio, 1851. Le parole potenti e spotanee di Truth hanno fatto storia, portando alla luce contraddizioni interne allo stesso movimento di diritti delle donne che organizzava il convegno. Unica donna nera a prendere parola, sottolineava concetti che in nuce contenevano quello che consapevolmente oggi chiamiamo intersezionalità. La lotta di Truth è emblematica ancora oggi per sottolineare la necessità di una società amplia e propositiva al dialogo intersezionale, considerato il forte potere delle parola nel plasmare la percezione di “diverso” e di come questo si plasmi soprattutto difronte alla presenza dell’”altro” (Federico Felloppa, “Parole Contro”, 2004; Patricia Hills Collins, “ Intersectionality As Critical Social Theory”, 2019). Il titolo della mostra evoca inoltre il senso vezzeggiativo dell’ italiano ‘’tesoro’’ e il suo uso spesso strumentale a portare avanti dinamiche di potere nei confronti di creature femminili. Riconoscendo la potenza del linguaggio, questo riferimento critico vuole spingere il pubblico ad interrogarsi sulle ingiustizie linguistiche presenti nella società odierna e il proprio singolare potere nel portarle avanti o interromperle.

Ognuna delle artiste offre una prospettiva peculiare sulla propria esperienza e condizioni legate alla società occidentale, distinguibile per approccio e resa pittorica dei soggetti che insieme costruiscono una costellazione di mondi possibili.

 

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Attraverso l’uso di pose suggestive e riflettendo sulla tecnica dell’affresco, Verde esplora l’interazione umana al di là della superficie visibile, scavando nell’esperienza emotiva nascosta dietro ogni gesto e sguardo. Il lavoro di Verde promuove un dialogo dinamico tra osservatore e soggetto, tanto da rivelare una vulnerabilità condivisa. Oscillando tra lo scherzoso e il seducente, le sue opere riflettono sui paradigmi nella pittura figurativa, celebrando la profonda importanza e risonanza emotiva della vita quotidiana, domestica e delle relazioni umane.

Progetto espositivo a cura di Chiara Ascari.

https://www.galleriaantonioverolino.com/

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