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Tell me more
Galleria Alessandra Bonomo, Roma 2020

Una grande installazione, al centro della sala, materializza il celebre Studiolo che compare nel San Girolamo di Antonello da Messina. L’incanto provato al cospetto del capolavoro ha fatto sorgere nell’artista il desiderio di rappresentare l'ambiente in forma monumentale e moderna. È nata così una scultura fruibile, un apparato in grado di far fermentare pensieri ed idee: l’officina dell’artista, il laboratorio dove concepire progetti ed escogitare soluzioni. Lo Studiolo diventa inoltre un “veicolodispositivo” capace di attivarsi e trasformarsi grazie alla presenza di lavori di altri artisti. Verde Edrev, Look at me. It’s me, It’s me, 2020 Dopo aver invitato Sandro Chia a disporre nello Studiolo tre acquerelli interverrà Verde Edrev, formatasi presso l'Accademia di Brera e ora di base a Londra. Nei suoi collage, Sabina Mirri gioca con la stratificazione di carte; l'aggiungere e il levare diventano passaggi fondamentali per il definirsi dell'opera, che acquisisce luci e ombre grazie a un equilibrio tonale di altissimo valore pittorico, senza dover miscelare i colori.

Il disegno - tratteggiato in tracce rapide ed efficacemente circoscritte - il ritaglio e la sagomatura della carta, le gradazioni e l'impasto cromatico trovano compimento nella sovrapposizione di molteplici livelli di superficie. Un modus operandi che richiama l'antica tecnica del disegno preparatorio.

Verde Edrev è stata invitata a ripensare l'installazione esponendo nuovi dipinti ad acrilico su tela che creano la sensazione di una dimensione intima e creativa, allo stesso tempo volatile e materiale. Le sue opere si concentrano sulla dialettica tra l'Io e la sua controparte, tra ragione e inconscio. I lavori sono testimonianza di ciò che ci accomuna in quanto esseri umani; ed innescando una riflessione sul tema, ne acutizzano le emozioni. Se la vita ci pone innanzi a delle incertezze, ciò che prevale è la volontà di liberare l’immagine e di svincolare la mente per connetterla ad un corpo nuovo, il supporto della superficie. Da qui lo sviluppo di un linguaggio artistico che mira a ricongiungere gli opposti. Sacro e profano, passato e presente. La nudità toglie la patina e le maschere di cui disponiamo e diventa occasione di conoscenza del Sé. Invitandoci a specchiarsi reciprocamente, Verde Edrev elimina i veli per trovare un legame e una conciliazione nelle diversità. Il dialogo tra le due artiste orchestrerà e amplierà il racconto: Tell me more.

https://bonomogallery.com/portfolio-item/sabina-mirri-verde-edrev-tell-me-more-14-ottobre-2020/

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